Qualche decennio fa, portare avanti uno studio odontoiatrico era forse più semplice, di certo meno stressante. Molti degli aspetti dell’attività imprenditoriale che oggi sono una fonte di preoccupazione, una volta non esistevano. Uno degli esempi più lampanti è l’attenzione rivolta alla gestione delle cosiddette risorse umane, un tempo limitata a poco più della consegna della busta paga. Oggi, invece, le HR (Human Resources) sono uno degli aspetti su cui si concentra l’attenzione degli imprenditori
a prescindere dall’ambito professionale.
Ma, come abbiamo già visto, avere un
team affiatato, competente e performante è importantissimo per lo studio odontoiatrico di oggi.
Cos’è cambiato?
Tutto, si potrebbe dire. Il mercato, come sottolineato più volte nel corso di questi anni nei nostri articoli, è mutato profondamente, anche se preferiamo pensare che si sia
evoluto.
Perché ad evolversi sono i comportamenti di fruizione, valutazione ed acquisizione dei nostri pazienti. Lo studio e i loro professionisti per restare al passo coi tempi non possono esimersi quindi dall’evolvere anch’essi.
In questo scenario,
le risorse umane sono fondamentali. I nostri collaboratori rivestono una nuova importanza nel complesso sistema di interazioni
paziente-professionista-studio. Ne consegue che la gestione delle HR assume un ruolo di grande importanza nelle competenze che il dentista/imprenditore deve saper padroneggiare.
Oggi, nel 2019, gli errori più comuni rilevabili nell’ambito delle Risorse Umane in odontoiatria sono 3: riconoscerli è il primo passo per una migliore e più attenta gestione del personale e di tutti i benefici che ne conseguono.
Errore n.1: “nessuna traccia”
Ogni dentista conosce perfettamente l’importanza della documentazione clinica: diagnosi, valutazioni, esami e procedure sono aspetti che vengono accuratamente tracciati per utilizzo futuro e testimonianza del lavoro eseguito. La stessa attenzione, tuttavia, non viene rivolta alle interazioni con il proprio personale. Ma
tenere traccia degli eventi e delle performance dei nostri collaboratori e dipendenti è altrettanto importante, che si tratti di risultati positivi o di note negative. Come abbiamo detto, le interazioni
paziente-professionista-studio sono complesse e articolate: sapere cosa è successo, come e in che contesto, è utile per
impostare un corretto rapporto meritocratico con i propri collaboratori e per avere uno
strumento adeguato in caso di contestazioni da parte dei pazienti (e mettervi al riparo da costose spese legali).
Errore n.2: Leadership….?
La dinamicità della realtà odontoiatrica e la quantità di compiti da portare a termine in tempi ristretti conduce molti professionisti a tralasciare alcune attività o ad assegnare loro priorità diverse.
Quando qualcosa non va con i vostri collaboratori (o magari va molto bene) non aspettate: il rischio di perdere il momento giusto, sia che si tratti di una nota di merito che di un richiamo, è troppo alto e le conseguenze sicuramente negative.
Infatti, nel caso di una nota di merito, una lode tardiva (o peggio mancata) può generare sconforto, insofferenza o perdita di motivazione in un collaboratore che si è impegnato e non vede riconosciuti i propri sforzi; allo stesso modo un rimprovero mancato può dare l’impressione di scarso controllo e avallare implicitamente comportamenti scorretti da parte di un dipendente incline ad approfittarsi delle situazioni.
Insomma, la leadership richiede il giusto tempismo; il rischio di perdere autorevolezza è sempre in agguato.
Errore n.3: il metodo
È risaputo: per fare un ottimo lavoro servono strumenti adeguati. Aggiungeremmo anche
che gli strumenti giusti consentono anche di risparmiare tempo ed energie, liberando risorse che possono essere messe a frutto per migliorare il lavoro e il profitto dello studio. La gestione dei dipendenti e delle risorse umane può sembrare complesso o frustrante, ma è spesso solo una questione di metodo e strumenti: disporre di tool interni (magari legati al software gestionale dello studio) che vi permettano di monitorare performance, orari, ferie e interazioni.
È il primo passo verso una collaborazione organizzata in modo produttivo che migliorerà non solo la qualità di vita del vostro team ma soprattutto la vostra e quella del vostro paziente, che automaticamente percepirà coesione ed armonia (ricordatevi che nessuno va dal dentista volentieri).